Gladys Castelllano - studio legale
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Superbonus e cessionario estraneo alla frode: che cosa cambia nel contenzioso tributario dopo le Sezioni Unite penali n. 36525/2026
Per collocare alla prima cessione la consumazione della truffa sul Superbonus, le Sezioni Unite penali hanno descritto il regime tributario del credito ceduto. Il commento ne esamina le ricadute sul contenzioso: la prova della colpa grave del cessionario, la posizione del fornitore, la qualificazione del credito del committente e la tenuta dei sequestri disposti presso i cessionari in buona fede.
Vai all'articolo completoEstratto di ruolo e relata di notifica: come chiederli all'Agenzia delle Entrate-Riscossione
L'estratto di ruolo dice quali cartelle risultano a suo nome, ma non come siano state notificate. Ecco come chiederlo e come arrivare alla relata, finché l'agente della riscossione è tenuto a conservarla.
Vai all'articolo completoSollecito, avviso, intimazione: quale atto va impugnato davvero (Cass. n. 25575/2026)
Il Comune sosteneva che il sollecito TARI, impugnato tardivamente, impedisse di contestare l'avviso di accertamento. La Cassazione ha dato torto all'ente: il sollecito è un atto atipico, e l'unico giudizio che conta è quello sull'atto tipico. Un principio che vale anche per chi riceve un'intimazione di pagamento.
Vai all'articolo completoCartella emessa da un ufficio di un'altra provincia: quando l'eccezione funziona e quando no
La Cassazione conferma che l'Agenzia delle Entrate-Riscossione resta vincolata agli ambiti territoriali, ma àncora la competenza al primo intestatario della partita iscritta a ruolo. Per chi riceve la cartella come coobbligato l'eccezione opera in un'area ristretta, e dallo stesso dato dipende il giudice davanti al quale impugnare. Il commento esamina le pronunce n. 1668/2025, n. 18523/2025, n. 34271/2025 e n. 23090/2026, l'onere di allegazione e le difese da esaminare per prime.
Vai all'articolo completoTi trattengono lo stipendio e non hai mai ricevuto nulla: la prima cosa da verificare
Chi scopre una trattenuta in busta paga guarda subito all'importo. La verifica da fare per prima è un'altra: se l'atto di pignoramento sia mai stato notificato anche a te. Se la notifica manca del tutto, o è stata tentata senza perfezionarsi, il vizio non riguarda la misura della trattenuta ma l'esistenza della procedura, e la conoscenza acquisita dal datore di lavoro non lo sana.
Vai all'articolo completoSospensione legale della riscossione: come si blocca una cartella senza andare dal giudice, e perché i sessanta giorni non vanno consumati aspettando
Con una dichiarazione documentata presentata entro sessanta giorni dalla notifica, l'agente della riscossione sospende immediatamente ogni iniziativa, e se l'ente creditore non risponde entro duecentoventi giorni la partita è annullata di diritto. I casi però sono tassativi, e quei sessanta giorni sono gli stessi entro cui si impugna la cartella: presentare l'istanza e attendere significa consumare il termine per il ricorso.
Vai all'articolo completoSottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte: quando il professionista risponde insieme al cliente
Un atto dispositivo sul patrimonio può integrare un reato tributario anche senza evasione. L'art. 11 d.lgs. 74/2000, il confine con la revocatoria, il concorso di chi progetta l'operazione e il filone Cassazione 2026 sulla responsabilità del professionista per le sanzioni amministrative.
Vai all'articolo completoIl socio accomandante non risponde dei debiti IVA e IRAP della S.a.s.: la Cassazione annulla l'intimazione di pagamento notificata direttamente al socio
Con l'ordinanza n. 16844/2026 la Cassazione ribadisce che il socio accomandante non risponde dei debiti IVA e IRAP della S.a.s.: l'art. 2313 c.c. regola solo i rapporti interni alla società e l'intimazione di pagamento notificata direttamente al socio è invalida fin dall'origine. Salvo eccezioni precise, che deve provare il Fisco.
Vai all'articolo completoCartelle prescritte: a chi fare ricorso e quando
nelle contestazioni da cartella AER vige il riparto di giurisdizione La giurisdizione si determina in base al petitum sostanziale e al momento temporale in cui il fatto dedotto si colloca rispetto alla notifica della cartella. In caso di mancata o invalida notifica, la Corte di Giustizia Tributaria di 1° grado è competente quando sussiste un pregiudizio qualificato ex art. 12, c. 4-bis, DPR 602/1973 (lett. a-f, tassative), nonché per l'intera controversia quando mancata notifica e prescrizione sono cumulate su crediti tributari (Cass. SU 7822/2020; SU 2098/2025). Il Tribunale ordinario è invece competente per i vizi formali dell'atto esecutivo in sé e per le sanzioni amministrative pure (CdS, L. 689/1981)
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Avv. Gladys Castellano
Da 15 anni difendo i debitori e sono esperta di esecuzioni, sovraindebitamento e crisi di impresa.
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