Finanziamento con Fondo di Garanzia (MCC): cosa succede se non riesci più a pagare?
Molte piccole e medie imprese, per accedere al credito bancario, si sono avvalse del Fondo di Garanzia (gestito da Medio Credito Centrale - MCC). Spesso, però, si cade nell'errore di pensare che, trattandosi di una garanzia statale, in caso di mancato pagamento il debito "svanisca" o venga condonato dallo Stato.
Purtroppo non è così. In questo articolo facciamo chiarezza su come funziona il Fondo, cosa accade in caso di default e come puoi recuperare la documentazione necessaria per difenderti.
Che cos’è e come agisce il Fondo di Garanzia?
Il Fondo di Garanzia è uno strumento statale nato per sostenere le PMI nell'accesso al credito. In pratica, il Fondo non eroga denaro direttamente, ma garantisce una parte del finanziamento concesso dalla banca (solitamente l'80%).
È importante ricordare che l'impresa non può richiedere l'intervento del Fondo autonomamente: la domanda deve essere presentata esclusivamente tramite la banca che eroga il credito.
Cosa succede in caso di mancato pagamento?
Se l'impresa non riesce più a onorare le rate del finanziamento, scatta un meccanismo a catena molto aggressivo:
- L'escussione: La banca chiede al Fondo di Garanzia il pagamento della quota garantita (l'80% del credito erogato).
- Il pagamento del Fondo: MCC versa le somme alla banca, "chiudendo" la pendenza verso l'istituto di credito per quella quota.
- La rivalsa: A questo punto, il debito non è cancellato. Il Fondo di Garanzia subentra alla banca e diventa il nuovo creditore. MCC agirà quindi per recuperare le somme sia nei confronti della società beneficiaria, sia nei confronti dei garanti (fideiussori).
La temibile "Cartella Esattoriale" di MCC
A differenza di una banca privata, che deve avviare un lungo iter giudiziario (decreto ingiuntivo, precetto), Medio Credito Centrale ha un potere di riscossione molto più rapido.
MCC agisce infatti tramite Agenzia delle Entrate Riscossione. Questo significa che l'imprenditore e i suoi garanti non riceveranno una semplice lettera di diffida, ma una vera e propria cartella esattoriale. Lo Stato, in pratica, usa gli stessi strumenti utilizzati per il recupero delle tasse per rientrare del credito garantito.
Come difendersi: il recupero della documentazione
Per capire se la pretesa di MCC è corretta o se ci sono margini per una difesa legale, è fondamentale analizzare i documenti.
1. Accesso al Portale MCC
L'impresa può recuperare parte della documentazione accedendo direttamente al portale dedicato: https://fdg.mcc.it/FU_PL_FDG/.
Per entrare sono necessarie le credenziali (nome utente e password) fornite al momento dell'accesso al Fondo.
2. Hai smarrito le credenziali?
Niente paura. Se non hai più i dati di accesso, la società può richiederli inviando una PEC all'indirizzo: fdgaccount@postacertificata.mcc.it.
3. Istanza di accesso documentale
Se la documentazione presente sul portale non è completa, è necessario procedere con una formale istanza di accesso agli atti tramite PEC direttamente a Medio Credito Centrale. Questo passaggio è fondamentale per verificare se la banca ha seguito correttamente le procedure e se l'escussione della garanzia è legittima.
Ricevere una cartella esattoriale da parte di Agenzia delle Entrate per conto di MCC è una situazione critica che richiede un intervento immediato. Non aspettare che arrivino pignoramenti o fermi amministrativi: analizzare la documentazione per tempo è l'unica via per individuare la strategia di difesa più efficace.